Gianni Rodari, in “A sbagliare le storie”, usa l’esempio di Cappuccetto Rosso, che ogni quattro pagine diventa giallo, verde o nero; esortata dal papà ad andare a trovare la zia, nel bosco incontra una giraffa che diventa da lì a poco un cavallo, che le fa domande di matematica e le consiglia di prendere il tram per arrivare prima. Un nonno svogliato che racconta una storia e una nipotina arrabbiata per i suoi errori appaiono il pretesto per raccontare una fiaba in modo completamente sbagliato.
- E il lupo le domandò:"Quanto fa sei per otto?"
- Niente affatto. Il lupo le chiese: "Dove vai?"
- Hai ragione.
E il cappuccetto nero rispose...
(A sbagliare le fiabe,
G. Rodari)
Ma dalla bella addormentata nel deserto ai porcellini che da tre diventano quattro, Biancaneve e i 5 nani, il gatto con i tacchi a spillo, la principessa sulla zucca, Alice nel paese delle schifezze.. gli errori potrebbero essere infiniti.
Sbagliare le fiabe è un vecchio gioco che può nascere in ogni casa, in qualsiasi momento. Spesso, per renderlo più semplice, viene svolto insieme al rovesciamento della storia. Bisogna fare attenzione, però, perché con queste operazioni la struttura delle fiabe può venire completamente stravolta. Bisogna essere preparati a nuovi punti di vista e ad un salto nell’assurdo.



