Bene, siamo giunti alla fine. Questo viaggio tra parole, giochi e fantasia sta per concludersi.
E' vero, ci sarebbero ancora molte cose da dire, tanti giochi da fare, mille mondi da scoprire. Ma del resto, questo blog non vuole essere esaustivo, né tantomeno arrivare ad annoiare. I giochi più interessanti li abbiamo affrontati, i libri più significativi li abbiamo citati, possiamo ritenerci soddisfatti. Perché nonostante tutto, di soddisfazioni questo blog me ne ha date. Questi due mesi insieme sono stati faticosi, è vero, ma anche appaganti, creativi e ricchi di stimoli. E mi basta.
Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito, letto, apprezzato. Grazie a coloro che hanno lasciato un segno del loro passaggio. Grazie anche a chi mi ha spinto a scrivere. Grazie, e alla prossima.

categoria:scrivere, fantasia, ringraziamenti, fine, gioco di parole






I calligrammi sono dei veri e propri componimenti scritti appositamente per formare un disegno che rappresenta il soggetto della poesia stessa. È la forma della scrittura a diventare importante, la presa di coscienza dello spazio sul foglio, il sapere che una parola messa proprio lì, in quella posizione, è indispensabile per l’equilibrio della composizione, per andare a formare quella immagine. Una dopo l’altra le parole prendono forma, facendo parlare gli oggetti. 








Anche se ad una prima lettura questo brano sembra normale, nasconde un trucco. Nessuna parola utilizzata, infatti, contiene la lettera s. Un testo in cui, volutamente, viene tralasciata una lettera dell’alfabeto viene detto lipogramma.
Esistono diverse versioni di questo gioco; quella più conosciuta non permette di passare da un singolare a un plurale della stessa parola, né dal maschile al femminile corrispondente. I verbi vanno usati solo all'infinito. Per il resto, tutto è concesso.