lunedì, 31 marzo 2008
Il calembour è un gioco di parole basato su termini di significato diverso che si pronunciano in modo simile. Spesso, per ottenerli, si storpiano detti popolari, modi di dire, frasi famose. Il risultato è spiritoso, divertente o orientato a catturare l’attenzione.
 
Molti linguisti, giornalisti, pubblicitari si cimentano in quest’arte, come A. Bergonzoni, M. Bucchi, M. Chieli, ma non si può non citare il maestro del calembour, Totò:
 La presa della pastiglia
- Chiedo l'annullamento del matrimonio alla Sacra Ruota, anzi per tutte le ruote.
- Non tutti i mali vengono per suocere!
- Sono bello, piaciucchio, ho il mio sex appello.
- Ma cosa credete che io sia qui a parlare con Chicche e Sia?
- Ho in testa una lacuna che al confronto la laguna di Venezia diventa un'inezia lagunare!
- Cristoforo Colombo ebbe i natali a Genova e la Pasqua a Napoli, quindi fu parte genovese e parte...nopeo.
- Sono geloso come un Otello, ma che dico un Otello, come un grand'Otello!
-
 
Il calembour è una delle tecniche più utilizzate anche nella pubblicità:
 
- Esselunga: Re Salamone, Fico della Mirandola, Riccardo Cuor di Melone, TutanPanem, John Lemon, Antonno e Cleopasta, Cristoforo Colomba, Rapanello Sanzio, Ponzio Pelato…
- Alitalia: Vi voliamo bene
- Artesia (linee ferroviarie Italia-Francia): Train d’union
 
Cappelletto Rosso I sette pani Bufala Bill
Fata Zucchina

Per chi vuole divertirsi segnalo questo sito pieno di calembour.

                                                

postato da: agapina alle ore 18:08 | Permalink | commenti
categoria:parole, linguaggio, giocare, totò, calembour, gioco di parole