L'ago di Garda
C’era una volta un lago, e uno scolaro
un po’ somaro, un po’ mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.
«Oh, guarda, guarda –
la gente diceva
- l’ago di Garda! »
«Un ago importante:
è segnato perfino sull’atlante».
«Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove staranno i pesci, nella cruna?»
«E dove si specchierà la luna?»
«Sulla punta si pungerà,
si farà male...»
«Ho letto che ci naviga un battello».
«Sarà piuttosto un ditale».
Da tante critiche punto sul vivo
mago distratto cancellò l’errore,
ma lo fece con tanta furia
che, per colmo d’ingiuria,
si rovesciò l’inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo.
(G. Rodari, Filastrocche in cielo e in terra)
A volte basta un apostrofo per trasformare completamente il significato di un termine, come ad esempio ago e lago, otto e lotto, acero e lacero, oro e loro... Si possono creare, per divertirsi, delle frasi in cui siano presenti tutte e due le parole, una con l’apostrofo, una senza apostrofo.

Chi s'offre soffre.
T'assista il tassista.
E’ d’istinto distinto.
La distruzione fu d’istruzione:
non desistere, cerca di esistere.
E' l'una, sorge la luna
sulla cresta d'una duna.
Nel mare lascia l'ascia
e l'ago nel lago.
(E. Zamponi, I Draghi locopei)
postato da: agapina alle ore 17:31 | Permalink | commenti
categoria:parole, filastrocche, rodari, apostrofo, draghi locopei, zamponi
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