I disegni non nascono solo da linee continue e punti. Non prendono sempre forma da un uso controllato del colore. Non è sempre necessario un pennello. I disegni possono anche essere poesia. È questo il caso dei calligrammi.
I calligrammi sono dei veri e propri componimenti scritti appositamente per formare un disegno che rappresenta il soggetto della poesia stessa. È la forma della scrittura a diventare importante, la presa di coscienza dello spazio sul foglio, il sapere che una parola messa proprio lì, in quella posizione, è indispensabile per l’equilibrio della composizione, per andare a formare quella immagine. Una dopo l’altra le parole prendono forma, facendo parlare gli oggetti. Il termine calligramma venne coniato da Guillaume Apollinaire, poeta francese vissuto tra la fine dell’800 e i primi anni del 900, per indicare un significato intermedio tra calligrafia e ideogramma. I suoi Calligrammes (1908) dimostrano come la struttura grafica assuma davvero un significato centrale, dotato di una propria autonomia. Essi vogliono andare verso una poesia-pittura creata per essere osservata, guardata, apprezzata anche dal punto di vista della rappresentazione, superando i confini della poetica classica fatta per essere letta o ascoltata.
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Poème en forme de Violoncelle |
La colombe poignardée et le jet d'eau |
"Per me - scrisse Apollinaire - un calligramma è un insieme di segno, disegno e pensiero. Esso rappresenta la via più corta per esprimere un concetto in termini materiali e per costringere l'occhio ad accettare una visione globale della parola scritta".
postato da: agapina alle ore 11:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:parole, poesie, disegnare, apollinaire, calligrammi, gioco di parole
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